Il biogas in Italia: il punto di vista dei decisori politici – Biogas Informa 50

Ampio consenso tra i decisori politici italiani per il biogas: l’87% è favorevole alla costruzione di nuovi impianti e ne riconosce il valore per l’agricoltura.

di Lorenzo Pregliasco, YouTrend

Il biogas è una delle opzioni per la transizione energetica italiana, ma anche un terreno di confronto delicato tra industria, agricoltura e comunità locali. L’interesse istituzionale è orientato agli obiettivi di decarbonizzazione, ma quanto conoscono il biogas i decisori politici italiani? Come ne valutano l’impatto economico e sociale? Sono favorevoli alla realizzazione di nuovi impianti? E quali interventi normativi ritengono prioritari?

Per rispondere a queste domande, Youtrend ha realizzato per il Consorzio Italiano Biogas una ricerca da cui emerge che i decisori istituzionali esprimono un giudizio nettamente favorevole sul settore, ma chiedono più trasparenza verso i territori e un nuovo quadro normativo.

In primo luogo, il livello di informazione sul biogas tra i decisori politici risulta significativamente più alto rispetto a quello dei cittadini, pur lasciando spazio a margini di miglioramento. Il 47% degli intervistati tra parlamentari e consiglieri regionali si considera informato sul tema, mentre il 29% si dichiara poco o per nulla informato. La differenza in termini di notorietà rispetto alla popolazione generale, indagata nel 2025, è netta: solo il 17% degli italiani si ritiene informato e il 50% dichiara una conoscenza scarsa o nulla. Una distanza fisiologica, ma che segnala come anche tra chi legifera resti un terzo di interlocutori da raggiungere con un’azione di informazione più capillare.

La conoscenza è accompagnata anche da una percezione largamente positiva dell’impatto del biogas sullo sviluppo economico e sociale dell’agricoltura e del Paese. Il 79% dei decisori esprime un giudizio favorevole, con un 29% che lo definisce “molto positivo” e un 50% “abbastanza positivo”. Solo il 9% lo valuta in modo negativo. Anche la popolazione generale conferma questa lettura, con il 60% di giudizi positivi (12% “molto” e 48% “abbastanza”). Il biogas si presenta quindi come un settore con un capitale reputazionale solido, trasversale tra decisori politici e opinione pubblica.


Questo consenso si traduce anche in apertura concreta verso la costruzione di nuovi impianti? La domanda è rilevante, perché il favore astratto verso una tecnologia non sempre coincide con la disponibilità ad accoglierla sul territorio: lo dimostra la lunga storia delle infrastrutture energetiche italiane, segnate da frequenti contestazioni locali. Per questo la ricerca ha distinto tra giudizio generale sul settore e atteggiamento verso la realizzazione effettiva degli impianti. Tra i decisori l’87% si dichiara favorevole alla costruzione di impianti per la produzione di biogas, di cui il 37% “molto” e il 50% “abbastanza”; solo il 13% si colloca tra le posizioni contrarie. Il dato è coerente con quello della popolazione generale, dove i favorevoli raggiungono il 75% (19% “molto”, 56% “abbastanza”) e i contrari si fermano al 10%. In entrambi i campioni, dunque, l’apertura agli impianti è coerente con il consenso teorico al settore, suggerendo che il biogas, a differenza di altre tecnologie energetiche, non sconta una significativa sindrome NIMBY.
I dati evidenziano due dinamiche principali: un sostanziale allineamento tra decisori e cittadini sul giudizio di fondo, e un divario significativo sul tema della trasparenza. Sul primo fronte, decisori e popolazione convergono nell’indicare come azioni più utili gli incentivi agli agricoltori per l’uso del digestato (39% contro 31%) e il finanziamento di iniziative territoriali da parte delle aziende (34% contro 35%). Sul secondo fronte, emerge una valutazione critica del rapporto con le comunità locali: appena il 17% dei decisori giudica alto il livello di informazione e trasparenza dei progetti verso la cittadinanza, mentre l’82% lo considera basso (55% “abbastanza basso”, 27% “molto basso”). È un’autocritica che riconosce un deficit strutturale nella comunicazione territoriale.

Sul piano operativo, emergono alcune divergenze interessanti tra decisori e cittadini che hanno implicazioni dirette
sulle strategie di comunicazione e governance. I decisori valorizzano più dei cittadini la priorità nell’assunzione di residenti (29% contro 19%) e il potenziamento della viabilità (25% contro 11%), segno di una sensibilità marcata verso le
ricadute occupazionali e infrastrutturali locali. I cittadini, al contrario, indicano con maggior frequenza il miglioramento dei sistemi di distribuzione dell’energia (27% contro 6%) e i programmi di educazione ambientale nelle scuole (11% contro 4%).

Sul fronte normativo, il 53% dei decisori considera prioritario un nuovo quadro legislativo per il biogas, un altro 23% lo ritiene necessario seppur non urgente, e nessuno giudica adeguata la regolamentazione attuale. Una richiesta di aggiornamento legislativo che si accompagna alla necessità di costruire processi partecipativi più trasparenti con le comunità locali.

Nota metodologica: ricerca Youtrend per Consorzio Italiano Biogas, condotta con metodologia C.A.W.I. (Computer Assisted Web Interview) su 37 decisori tra deputati, senatori e consiglieri regionali appartenenti alle commissioni competenti in materia di agricoltura, bilancio e finanze, intervistati tra il 24 febbraio e il 13 marzo 2026. Il confronto con la popolazione generale si basa su 1.000 interviste C.A.W.I. realizzate tra il 29 febbraio e il 6 marzo 2025, con margine d’errore di +/- 3,1% e intervallo di confidenza al 95%.

La presentazione integrale di YouTrend è disponibile sul sito di Biogas Italy 26. Biogas Italy ritornerà nel 2027 al The Mall, Milano, il 18-19 marzo.

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