Oltre le fonti fossili: online le proposte di Chimica Verde Bionet per la bioeconomia

Il CIB aderisce alla nuova piattaforma per sbloccare il pieno potenziale delll’economia circolare in Italia

Nel ventennale dalla sua creazione, celebrato lo scorso 10 aprile 2026, l’associazione Chimica Verde Bionet ha presentato oggi una serie di proposte che, se attuate, consentirebbero ai materiali di origine agricola coltivati sui nostri territori di esprimere tutte le loro potenzialità nel percorso di riduzione delle emissioni. Grazie alla chimica verde e alla biologia, in particolare alle biotecnologie, questi materiali sono già oggi in grado di sostituire con ottime prestazioni i prodotti di origine fossile in moltissime applicazioni industriali: plastiche, lubrificanti, tinture, fibre tessili, carburanti, concimi, erbicidi e pesticidi. Sono infatti materiali rinnovabili, non inquinanti, spesso biodegradabili e maggiormente in grado di ovviare alle problematiche di ecotossicità dei loro omologhi convenzionali.

Tuttavia, il pieno sviluppo dell’industria bio-based e dell’economia circolare in Italia è ancora rallentato da ostacoli di natura normativa e culturale. Il documento, sottoscritto da una dozzina di associazioni attive nel campo della bioeconomia, fra cui il CIB – Consorzio Italiano Biogas, sottolinea la necessità di superare queste barriere.

Le proposte chiave per le Istituzioni
La Piattaforma nazionale di proposte per uscire dalla dipendenza dal fossile, intesa come punto di partenza per sviluppare un confronto costruttivo con le istituzioni, elenca una serie di misure attuabili a breve e medio termine. Tra le richieste principali figurano:

  • Sottoprodotti e non rifiuti: delineare meglio l’applicazione del concetto di “sottoprodotto” affinché le risorse riutilizzabili o riciclabili in uscita dai cicli produttivi primari non vengano erroneamente classificate come rifiuti.
  • Certezza giuridica: stabilire una definizione normativa vincolante di “bioprodotto”, essenziale per non frenare l’innovazione e gli investimenti delle imprese.
  • Riconoscimento statistico: operare una riclassificazione con sottocodici ATECO specifici dedicati ai prodotti bio-based e alle bioraffinerie, per distinguerli dagli impianti convenzionali.
  • Appalti verdi: inserire una quota minima obbligatoria di materiali bio-based all’interno dei Criteri Ambientali Minimi (CAM) previsti per gli appalti pubblici.

Oltre al CIB, la Piattaforma coordinata da Chimica Verde Bionet è stata siglata da: Assobioplastiche, Associazione dei Biotecnologi Italiani, AzzeroCO2, Ecofuturo, Federcanapa, Itabia, Kyoto Club, Legambiente, Consorzio Re-Cord e SPRING (Cluster italiano della Bioeconomia Circolare).

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