Il nuovo Piano d’Azione delinea la strategia Europea sui fertilizzanti – Biogas Informa 50

Il ruolo centrale del digestato e dei fertilizzanti organici rinnovabili nell’ottica di una maggiore autonomia strategica

di Guido Bezzi, CIB

I fertilizzanti sono un fattore produttivo imprescindibile per la produttività agricola e la sicurezza alimentare globale. Tuttavia, la persistenza di prezzi elevati in relazione alle recenti crisi geopolitiche, hanno messo a nudo la forte vulnerabilità strutturale dell’Unione Europea, storicamente dipendente dalle importazioni di materie prime come gas naturale, fosfati e potassio, necessarie per la produzione e approvvigionamento dei fertilizzanti.

Il “Piano d’Azione per i Fertilizzanti” presentato dall’Unione Europea lo scorso Maggio, delinea una strategia volta a sostenere il settore l’agricoltura con misure che facciano fronte all’emergenza e, allo stesso tempo, rafforzino la capacità produttiva interna mantenendo la direttrice della decarbonizzazione. Gli obiettivi principali del piano sono: aumentare la disponibilità e l’accessibilità economica dei fertilizzanti nel breve termine e rafforzare l’autonomia strategica dell’UE migliorando la trasparenza della filiera nel medio-lungo termine.

Nel breve termine, il piano prevede la possibilità agli Stati Membri di mobilizzare le riserve dei fondi di coesione del budget UE per ottenere una maggiore flessibilità negli anticipi PAC e aiuti di stato così da sostenere gli agricoltori a far fronte all’impennata dei prezzi dei concimi (+40% nel primo trimestre 2026 rispetto ai prezzi di fine 2025).

Gli stati membri, inoltre, vengono esortati a finanziare pacchetti PAC dedicati, volti a promuovere eco-schemi, misure agro-climatiche ambientali e investimenti nei sistemi agricoli efficienti e resilienti. L’obiettivo è quello di favorire l’utilizzo di fertilizzanti bio-based, digestati e matrici organiche al fine di ottimizzare i piani di fertilizzazione e ridurre il fabbisogno di concimi chimici anche attraverso lo studio di strumenti per facilitare l’uso di queste risorse.

La commissione, inoltre, introduce alcune misure volte a ridurre direttamente la sua dipendenza dalle importazioni incentivando una produzione interna sostenibile e circolare nel medio-lungo termine. In particolare, attraverso il “Biotech Act II” si intende introdurre un meccanismo che prevede la possibilità di introdurre un contenuto minimo di bio-fertilizzanti o riduzione dell’impronta carbonica delle miscele fertilizzanti e uno schema di etichettatura che ne stimoli la domanda e l’utilizzo.

Per quanto riguarda il sempre più efficiente recupero e valorizzazione di matrici organiche per la produzione di bio-fertilizzanti, il Piano apre ad una semplificazione normativa volta a favorire diverse tipologie di fertilizzanti rinnovabili di recupero tra cui il digestato.

Infine viene prevista l’incentivazione dello spostamento dei nutrienti dalle regioni europee con eccedenze strutturali di allevamento a quelle con carenze e, grazie al regolamento sul ripristino del carbonio nei suoli (CRCF), gli agricoltori che adotteranno pratiche di fertilizzazione più efficienti o utilizzeranno fertilizzanti a basse emissioni potranno accedere al mercato volontario dei crediti di carbonio, generando una nuova e stabile fonte di reddito integrativo.

Tornando al ruolo del digestato, come sottolineato in questo numero di Biogas Informa anche nell’articolo di approfondimento di EBA, la filiera del biogas e biometano è fra quelle considerate strategiche e pronte a contribuire agli obiettivi del piano proprio grazie alla disponibilità e potenzialità del digestato come fertilizzante.

In particolare, tre sono i segnali positivi e concreti per la filiera, afferma il Prof. Adani dell’Università di Milano:

  1. l’estensione dei RENURE ai digestati liquidi, operativo già dalla prossima stagione di coltivazione, ampliando i margini di impiego nelle Zone Vulnerabili Nitrati;
  2. l’annunciato periodo sperimentale (regulatory sandbox) per superare gli ostacoli normativi all’uso del digestato;
  3. biogas e biometano riconosciuti esplicitamente come strumenti strategici di autonomia energetica e circolarità dei nutrienti, con Fondi di Coesione, PNRR e PAC già attivabili per nuovi impianti e revamping.

Tuttavia, sottolinea ancora Adani, i criteri qualitativi del digestato ammissibile al RENURE esteso non sono ancora definiti: sarà il nodo tecnico da monitorare nelle prossime settimane.

A tal proposito, è stata costituita una commissione di esperti EU che dovranno esprimersi sul digestato. La commissione di 15 esperti internazionali, di cui il Prof adani è l’unico esponente italiano, è promossa dalle DG ENV and DG JRC ed è stata nominata: Identification of agricultural digestates for safe application under various conditions.

La volontà di sfruttare il potenziale del digestato attraverso un’estensione della legge RENURE, incrementando la produzione di biometano e promuovendo i fertilizzanti di origine biologica, rappresenta anche per Farm Europe una importante apertura verso la strada all’innovazione e rafforzamento della circolarità dell’agricoltura. Tuttavia, dall’associazione europea si sottolinea come le misure annunciate dal Piano debbano essere seguite nel breve termine da azioni concrete che favoriscano il reale sviluppo di un mercato interno a vantaggio degli agricoltori (Fonte: https://www.farm-europe.eu/news/fertilisers-action-plan-good-intentions-but-clarity-on-the-level-and-scale-of-the-ambitionsand-timing-for-action-is-urgent/).

Il Piano d’Azione, quindi, non si limita a rispondere all’ennesima impennata dei prezzi causata dalle crisi internazionali,
ma getta le basi per una transizione strutturale che porti alla nascita di un’industria europea dei fertilizzanti decarbonizzata e autonoma. Nonostante questo, sarà importante valutare attentamente criteri e modalità operative che saranno proposte.

Per quanto riguarda il digestato, infatti, seppur positiva l’apertura verso i RENURE nell’ambito dell’ultimo aggiornamento della direttiva nitrati, potrebbe delinearsi un innalzamento dell’utilizzo fino ad un limite di azoto zootecnico di 250kg/ha anche in aree vulnerabili nitrati. Tuttavia, per una piena valorizzazione in agricoltura di una risorsa così importante, sarà necessario continuare a lavorare sull’apertura della Commissione verso l’aggiornamento della direttiva nitrati. La piena valorizzazione del digestato, infatti, potrà essere raggiunta attraverso il riconoscimento della equiparazione ai fertilizzanti, ovvero con il riconoscimento della maggiore qualità e differenziazione rispetto agli effluenti. L’equiparazione del digestato, infatti, consentirebbe realmente una valorizzazione piena e l’adozione di piani di fertilizzazione realmente ottimizzati.


Per approfondire

Partecipa al webinar “Dal digestato alla produzione di fertilizzanti: normativa, trattamenti e opportunità |​​​​​​​ CIB OnAir Tech” 21 settembre 2026 ore 11:30

Leggi l’articolo di EBA “Il digestato al centro della strategia europea sui fertilizzanti – Biogas Informa 50”

Scarica il Manuale Operativo “Il digestato agricolo per la fertilizzazione organica”


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