Il digestato al centro della strategia europea sui fertilizzanti – Biogas Informa 50

di EBA – European Biogas Association

Il digestato, a lungo considerato come l'”altro prodotto” della digestione anaerobica, sta diventando sempre più una risorsa strategica per la produzione di biogas. Questo cambiamento avviene mentre l’Europa cerca modi per rafforzare la sicurezza dei fertilizzanti, ridurre la dipendenza dalle importazioni e accelerare la transizione verso soluzioni circolari e di origine organica.

A maggio, la Commissione europea ha presentato il suo Piano d’Azione per i Fertilizzanti, volto a incrementare l’offerta di fertilizzanti, in particolare le alternative biologiche (bio-based). Solo un giorno dopo, l’Associazione Europea del Biogas (EBA) ha pubblicato un nuovo rapporto che evidenzia il digestato come una soluzione prontamente disponibile in grado di supportare gli agricoltori, migliorare la salute del suolo e rafforzare la sicurezza dei nutrienti in tutta Europa.

Il rapporto, “Digestate in Europe: State of Play in 2026”, fornisce nuovi dati sulla scala, sul potenziale nutritivo e sul valore economico del digestato, il co-prodotto ricco di nutrienti della digestione anaerobica (AD), la tecnologia leader oggi per la produzione di biogas e biometano. I suoi risultati supportano direttamente diverse priorità identificate nel piano d’azione della Commissione, tra cui la circolarità dei nutrienti, la produzione interna di fertilizzanti e lo sviluppo di alternative bio-based.

Poiché i prezzi dei fertilizzanti minerali rimangono volatili, il digestato viene sempre più riconosciuto come un prezioso input agricolo piuttosto che come un problema di smaltimento. L’Europa rimane fortemente dipendente dai fertilizzanti minerali importati e dalla produzione di nutrienti a base fossile. Le recenti interruzioni del mercato energetico hanno esposto la vulnerabilità delle catene di approvvigionamento dei fertilizzanti, in particolare per i prodotti azotati legati al gas naturale.

Il digestato offre un’alternativa circolare già disponibile su scala industriale. A differenza dei fertilizzanti sintetici, il digestato restituisce anche sostanza organica ai suoli, migliorando la struttura del terreno, la ritenzione idrica e l’attività biologica. Questi benefici stanno diventando sempre più importanti mentre l’agricoltura europea affronta la crescente pressione del cambiamento climatico e del degrado del suolo.

Secondo il rapporto dell’EBA, si stima che gli impianti di digestione anaerobica in Europa abbiano prodotto 25 milioni di tonnellate di sostanza secca di digestato nel 2024. La maggior parte proveniva da biomasse agro-zootecniche, con il letame che rappresentava circa il 60% dei materiali in ingresso.

Il potenziale nutritivo è significativo. I volumi attuali di digestato potrebbero tecnicamente sostituire più del 16% dei fertilizzanti azotati minerali utilizzati nell’agricoltura europea, insieme a un massimo del 30% del fosforo e al 10% del fabbisogno di potassio.

Per il settore del biogas, le implicazioni sono considerevoli. Una gestione efficace del digestato può migliorare significativamente la redditività economica degli impianti. Sebbene lo stoccaggio e la logistica rimangano importanti costi operativi, soprattutto per gli impianti più grandi, l’uso locale del digestato può ridurre gli acquisti di fertilizzanti minerali da parte degli agricoltori e migliorare l’efficienza della gestione dei nutrienti.

Nonostante i suoi benefici ambientali ed economici, un maggiore riconoscimento del digestato all’interno della legislazione dell’UE è da tempo una priorità per l’industria del biogas. In questo contesto, il Piano d’Azione per i Fertilizzanti della Commissione lancia un segnale positivo.

Tra le misure proposte vi sono l’estensione dei criteri RENURE al digestato, la semplificazione delle norme per la digestione anaerobica dei sottoprodotti di origine animale, la mobilitazione degli eco-schemi della PAC (Politica Agricola Comune) e il sostegno agli investimenti attraverso i Fondi di Coesione. Il piano include anche proposte a lungo termine per accelerare l’adozione sul mercato dei fertilizzanti organici in tutta Europa.

Creare condizioni di mercato stabili e un quadro normativo dell’UE coerente per i fertilizzanti biologici (bio-based) è essenziale per sbloccare gli investimenti e incrementare le soluzioni di recupero dei nutrienti in tutta Europa. Per l’industria, la chiarezza normativa potrebbe rivelarsi decisiva. Il settore sostiene da tempo che le regole nazionali frammentate e il riconoscimento incoerente dei prodotti a base di digestato hanno rallentato gli investimenti e limitato lo sviluppo del mercato. Un quadro europeo più armonizzato potrebbe sbloccare nuovi modelli di business legati al recupero dei nutrienti e rafforzare la competitività del settore della digestione anaerobica.

Con la continua espansione della produzione di biometano in tutta Europa, i volumi di digestato aumenteranno di conseguenza. Sempre più spesso, la competitività del settore potrebbe dipendere non solo dalla produzione di gas rinnovabile, ma anche dalla sua capacità di valorizzare i nutrienti e i flussi di carbonio. In questo contesto, il digestato sta rapidamente evolvendo da un aspetto operativo secondario a un pilastro strategico per l’industria del biogas in Europa.

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