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Biogas Optitool® è il primo - e al momento unico - software validato in Italia per tracciare biomasse ed emettere certificati di sostenibilità per gli impianti di biogas e biometano ai sensi del sistema nazionale di certificazione di sostenibilità. Nella sua versione customizzata, è inoltre integrabile con la pesa e il PLC, rendendo l’inserimento dei dati completamente automatizzato.

Siamo precisi: Biogas Optitool – versione BASIC ha ottenuto da RINA Services la validazione di conformità alle prescrizioni della UNI/TS 11567:2024 e del DM 07 agosto 2024 “per la generazione di Lotti di sostenibilità e la tracciabilità delle biomasse utilizzate da un impianto di produzione di biogas/biometano e per la generazione dei Certificati di Sostenibilità, comprensivi del valore del risparmio di gas a effetto serra per il biometano prodotto da un impianto di produzione di biometano” come descritto nel documento “Biogas Optitool – vs BASIC”, rev.02 del 30.04.2026.

Questa validazione riguarda il modulo di conformità (versione BASIC) di Biogas Optitool®, ovvero la parte del software che supporta gli impianti nella gestione delle prescrizioni del sistema di incentivazione nazionale. In questo modo viene dato ai gestori un metodo che semplifica molto l'iter di certificazione di sostenibilità, rendendo trasparenti i processi di calcolo pur mantenendo la flessibilità necessaria in un settore come le biomasse.
La "corsa" mensile a sistemare i dati contenuti nelle tabelle excel per emettere i certificati avendo poi successivamente difficoltà a tracciare le modifiche nei confronti di un ente terzo può essere un ricordo, liberando risorse preziose.
L’obiettivo dell'applicativo è sempre stato quello di semplificare processi complessi rendendoli comunque trasparenti nei confronti di terzi; la validazione di RINA è stato un passo importante per riconoscere questo sforzo e per far capire al mercato di essere un partner affidabile per supportare il processo di certificazione.

Biogas Optitool®, nella sua versione customizzata, è inoltre integrabile con la pesa e il PLC, rendendo l’inserimento dei dati completamente automatizzato.
Il riconoscimento di parte terza è in realtà alla base dell’attività di Eco8 srl, proprietaria dell’applicativo. Questa validazione si aggiunge infatti alla certificazione del modulo che calcola i dati secondo lo standard internazionale dell'impronta di carbonio (nota come carbon footprint) che è finalizzata invece alla rendicontazione non finanziaria e alla compensazione della CO2. In questo caso il modello di calcolo è certificato "CFP Systematic Approach" da Bureau Veritas Italia Spa in conformità alla norma ISO 14067:2018.

Il risparmio delle emissioni degli effluenti zootecnici, riconducibili sostanzialmente alle emissioni di metano e protossido di azoto, che è dovuto alla digestione anaerobica, viene calcolato in modo puntuale. Siamo anche in grado di simulare questi conteggi ex ante grazie ad un modello deterministico. 

Dopo la validazione di RINA, i valori reali sul risparmio di CO2 relativo all’utilizzo di effluenti zootecnici bovini nella digestione anaerobica, sviluppati da Eco8 nell'ambito del calcolo della CFP, potranno essere utilizzati anche come valori reali nei certificati di sostenibilità.

Il risparmio delle emissioni degli effluenti zootecnici, riconducibili sostanzialmente alle emissioni di metano e protossido di azoto, che è dovuto alla digestione anaerobica, viene calcolato in modo puntuale. Siamo anche in grado di simulare questi conteggi ex ante grazie ad un modello deterministico. 

L’utilizzo di tali dati può avere un ruolo diverso a seconda della situazione. Per gli impianti biometano, questo aiuta a superare il gap tra sistema obbligatorio ETS e mercati volontari ISO
La pubblicazione delle indicazioni tecniche e operative per la rendicontazione delle Garanzie d’Origine (GO) del biometano per gli impianti soggetti a ETS (Emissions Trading System) rappresenta un traguardo importante per il settore. Tuttavia, non tutte le aziende “Hard to Abate” (identificate per codice ATECO) possiedono impianti soggetti a ETS, così come non tutti gli impianti ETS appartengono necessariamente a settori “Hard to Abate”.

Le aziende industriali lungimiranti che vogliono dare seguito alle proprie strategie di decarbonizzazione utilizzano standard volontari internazionali, ovvero la ISO 14064 o il GHG Protocol. Questi framework monitorano le emissioni dirette (Scope 1), indirette energetiche (Scope 2) e quelle da responsabilità estesa (Scope 3). È evidente che l’acquisto e l’annullamento delle GO del biometano impattino direttamente sullo Scope 2.

Per gli impianti ETS (sistema obbligatorio), la procedura è lineare: si annulla la quantità di metano fossile con una pari quantità di biometano. In ambito ISO, però, questa compensazione diretta non è ammessa "tout court". Il motivo è tecnico: i conteggi sul biometano previsti dal sistema nazionale di certificazione si basano su fattori di emissione semplificati e predefiniti e non tengono conto della “fine del ciclo di vita” perché si riferiscono soltanto alle biomasse in ingresso.
Per gli impianti biogas con cogenerazione elettrica la valutazione della CO2e sull’intero ciclo di vita (sicuramente negativa in presenza di effluenti zootecnici) apre orizzonti importanti anche dal punto di vista economico. 

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