Dal DL Bollette al nuovo quadro sullo stoccaggio della CO2. Una panoramica aggiornata sulle azioni a tutela del settore
di Caterina Nigo, CIB
Il primo semestre dell’anno, si è rivelato fondamentale per le politiche energetiche e agricole legate al nostro settore. Dai decreti legge in fase di attuazione alle nuove regole su PNRR, fiscalità e stoccaggio della CO2, le sfide per gli operatori si rinnovano e richiedono un’attenta disamina delle regole in via di definizione.
Come segnalato nello scorso aggiornamento, la prima fase dell’anno ha visto un’attenzione particolare del legislatore sui costi delle bollette le cui misure per contenerli sono state inserite nel DL Bollette.
A finire nel mirino del Governo sono stati i costi sostenuti per alimentare i regimi di Prezzi Minimi Garantiti (PMG) previsti oltre che per gli impianti biogas al termine del periodo di incentivazione anche per le biomasse e i bioliquidi.
La norma emanata dal Governo ha quindi introdotto da una parte un termine temporale dei PMG, fissato al 2030, dall’altra la previsione di contingenti di spesa tendenziale annuali da ripartire tra i soggetti che aderiscono a questo regime.
L’emanazione del decreto legge ha destato forte preoccupazione per tutti i settori coinvolti e in particolare per il nostro, dove la misura dei PMG costituisce un “ponte” irrinunciabile nel percorso di conversione degli impianti da biogas a biometano. Senza contare le ripercussioni negative per gli impianti di piccole dimensioni che non hanno la possibilità oggettiva di convertire e per i quali infatti la norma prevede una tempistica più lunga consentendo solo agli impianti fino a 300 kW il riconoscimento dei PMG fino al 2037.
Il passaggio parlamentare ha permesso di migliorare il testo, anche grazie all’azione proattiva del CIB, nella parte in cui si ridefinisce il meccanismo dei prezzi minimi garantiti, spostando sulla fase applicativa la definizione puntuale dell’effettivo impatto della norma sul settore.
Si ricorda che la Legge di conversione, nel suo testo definitivo approvato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 18 aprile, introduce cambiamenti strutturali, tra cui l’aggiornamento (in aumento) dei contingenti di spesa per gli impianti a biogas, l’introduzione delle “ore equivalenti di funzionamento” come parametro per misurare la produzione avente diritto ai PMG, e l’eliminazione di vincoli incerti legati alle riconversioni. Inoltre, il prolungamento del regime PMG fino al 2037 viene esteso ai soggetti che attueranno le pratiche ecologiche previste.
A seguito della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del DL Bollette lo scorso 18 aprile l’attenzione si è spostata sul lavoro svolto da GSE, ARERA e TERNA per la definizione delle regole applicative che si sono tradotte in una prima delibera di ARERA del 19 maggio.
Delibera ARERA 174/2026//R/eel – Revisione meccanismo PMG
La delibera ha recepito il decreto-legge 21/26, aggiornando la precedente delibera 132/2024/R/eel.
Con la nuova delibera viene aggiornata la formula di calcolo della componente a copertura dei costi fissi operativi degli impianti di produzione, in precedenza parametrati su un numero predefinito di ore di funzionamento, che vengono ripartiti rispetto alle ore equivalenti che saranno definite dal GSE, su base semestrale, per ciascun impianto allo scopo di rispettare i contingenti annuali di spesa previsti dal DL 21/26.
I PMG aggiornati si applicano a partire dal 1° luglio 2026, mentre anche per il periodo aprile-giugno 2026 continuano ad applicarsi i prezzi minimi garantiti già in vigore fino ad oggi.
Sempre in ambito DL Bollette sono state riviste le regole per i contratti bilaterali tra produttori di biometano e industrie di difficile elettrificazione, la cui entrata in vigore però è stata posticipata rispetto alla conversione in legge del decreto e sono diventate operative solo a partire dal 19 maggio. A partire da tale data non è più possibile parametrare il prezzo di scambio (nemmeno parzialmente) ai valori ambientali del biometano, sebbene resti consentito definire un corrispettivo per coprire i costi di gestione. Tali accordi potranno soddisfare un massimo del 35% del fabbisogno dei consumatori, i quali avranno la facoltà di presentarsi in forma aggregata.
Restando sul piano legislativo, sempre nell’ottica di ridurre gli oneri a carico dei consumatori si sono susseguiti diversi decreti volti a calmierare i prezzi dei carburanti ed è stato approvato un DL Fiscale. Nel dibattito sono entrati a pieno titolo anche tematiche legate al biometano soprattutto per valorizzare il parco impianti incentivato ai sensi del DM 2018 e alla promozione dell’uso del digestato, che però il Governo ha ritenuto di affrontare in modo strutturato in provvedimenti di prossima emanazione. Il CIB ha tenuto attiva l’interlocuzione con diverse rappresentanze politiche per tenere alta l’attenzione e per fornire una corretta informazione sulle problematiche e sulle possibili soluzioni.
Lo sguardo del legislatore si sta allargando anche ad attività svolte a corollario della produzione rinnovabile. Ha preso infatti ufficialmente il via l’iter del disegno di legge delega (collegato alla Legge di Bilancio 2025-2027) che doterà l’Italia di un quadro legislativo organico in materia di cattura e stoccaggio della CO2 (CCS), idrogeno e riduzione delle emissioni di metano nel settore energetico, in attuazione del recente Regolamento UE 2024/178. Su questo provvedimento è stato aperto un ciclo di audizione per raccogliere spunti e proposte, a cui anche il CIB ha partecipato con un contributo scritto.
L’avvicinarsi a grandi passi allo storico turning point del 30 giugno 2026 ci obbliga ad un aggiornamento anche sullo stato di attuazione della misura PNRR dedicata al biometano. L’approvazione parlamentare del DL PNRR, con il quale è stata recepita la rimodulazione concordata con Bruxelles, ha sbloccato il trasferimento dei fondi di competenza del MASE in capo al GSE, seguita dalla pubblicazione dei primi atti di concessione, che formalizzano l’assegnazione delle risorse a una prima tranche di 376 progetti approvati per la facility biometano. Ulteriori assegnazioni seguiranno per gli altri progetti presentati.
La riformulazione del progetto con la creazione della cosiddetta facility è determinante per superare l’ostacolo della scadenza del PNRR al 30 giugno senza perdere le risorse comunitarie. Infatti con questo escamotage finanziario i costi di realizzazione degli impianti vengono considerati impegnati e utili ai fini dell’erogazione delle risorse europee al momento del perfezionamento degli Accordi di concessione tra beneficiari e GSE.
Tale perfezionamento avviene in tre step: pubblicazione degli atti di concessione con gli elenchi dei progetti ammessi; emanazione verso ogni singolo beneficiario dell’Atto d’obbligo del GSE che esplicita le condizioni contrattuali; sottoscrizione e invio da parte di ogni beneficiario della Nota di accettazione relativa all’Atto d’obbligo.
In questo percorso, pur venendo meno la scadenza del 30 giugno 2026, le tempistiche rimangono fondamentali e prevedono la sottoscrizione della Nota di accettazione entro 30 giorni dalla data di pubblicazione dell’Atto di concessione; l’avvio dei lavori entro 3 mesi dalla Nota di accettazione e il completamento delle opere e l’entrata in esercizio entro 24 mesi dalla pubblicazione degli Atti di concessione.
I soggetti che non potranno avviare i lavori entro i 3 mesi sopra citati, potranno comunque mantenere il diritto all’incentivo previa presentazione di garanzia fideiussoria. In caso contrario, così come in caso di non rispetto degli altri termini, il beneficiario decade dal diritto agli incentivi del PNRR, sia in conto capitale sia in conto esercizio.
Restando sul PNRR sono state finalmente pubblicate anche le graduatorie relative alle misure ecologiche. Anche per questi interventi il completamento dei lavori dovrà avvenire entro 24 mesi dalla data di comunicazione degli atti di concessione.
Nei prossimi mesi tutti questi temi saranno oggetto di discussione anche sui territori dove il CIB ha in programma diverse iniziative, dai farming days a incontri mirati dedicati ai soci ordinari. Occasioni di racconto ma anche di ascolto fondamentali per raccogliere le istanze da tradurre in azioni istituzionali per proseguire il percorso di sviluppo del nostro settore.



